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Diritto commerciale e dell'Imprenditoria

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Il diritto mercantile o (diritto commerciale) è l'insieme di regole per i gestori nell'esercizio della loro professione, agli atti di commercio legalmente qualificati come tali e i rapporti giuridici derivanti dalla realizzazione di questi; in termini generali, è il ramo della legge che regola l'esercizio del commercio. Uno dei suoi fondamenti è il libero scambio.

Non è un diritto statico ma che è in continua evoluzione adattandosi alle esigenze degli imprenditori, del mercato e della società.

Nella Repubblica Dominicana gli atti di commercio sono disciplinati dal codice commerciale della Repubblica Dominicana, che ha subito alcuni cambiamenti, ma non cambi profondi nei concetti.

La nostra missione è di fornire un servizio globale e completo ai nostri clienti in tutto ciò che ha a che fare con le proprie operazioni di affari.

Il nostro studio assiste entità commerciali e aziendali sia nazionali che estere in tutti gli aspetti legali connessi alle proprie attività quotidiane. Inoltre assiste i propri clienti nella creazione di aziende e società, come anche in qualsiasi altro aspetto della organizzazione commerciale.

Guidiamo i nostri clienti nella preparazione delle strutture di aziende orientate a massimizzare il risparmio fiscale delle loro negoziazioni, sempre nel quadro legale esistente. Offriamo inoltre consulenza continua per quanto riguarda la materia fiscale che riguarda i nostri clienti.

Offriamo consulenza e assistenza riguardante la organizzazione di capitali, la fusione, acquisizione e vendita di aziende, partnership e joint ventures. Assistiamo anche le aziende che forniscono beni e servizi per l'economia Dominicana nella negoziazione, implementazione, sottoscrizione e definizione di accordi di investimento congiunto, di distribuzione, rappresentanza e di agenzia, alla luce della legislazione sulla tutela dei concessionari domenicani di aziende estere. Offriamo e operiamo con mandato dei nostri clienti, in tutti gli aspetti amministrativi dell'azienda, rapporti con il governo, materia fiscale, responsabilità di amministrazione di società e domiciliazione in Repubblica Dominicana.

Il commercio può essere definito come l'attività economica di intercambio di merci, valori, servizi e conoscenze tra due o più persone in una società dove si acquista, vende o modifica i prodotti che sono stati elaborati per il consumo.

L’attuale diritto commerciale si riferisce agli atti di commercio, di coloro che lo sono intrinsecamente, anche se in molti casi il soggetto che li realizza non ha la qualità di commerciante (sistema di destinazione); ciononostante, ci sono sistemi giuridici nei quali il sistema è soggettivo, basato sulla società, regolando sia lo statuto giuridico che l'esercizio dell’attività economica, nei loro rapporti contrattuali tra imprenditori e con terzi.

Il diritto commerciale ha due oggetti di regolazione chiamati criterio obiettivo e criterio soggettivo. L'obiettivo si riferisce al commercio o agli atti di commercio, il soggettivo invece si riferisce alla persona che assume la qualità di esercente.

Si tratta di diritto commerciale, tutto cio che naturalmente la legge considera commerciale. Il concetto comprende i soggetti, oggetti, relazioni e attività soggette alla disciplina del diritto commerciale.

I soggetti possono essere sia gli esercenti che i non esercenti che occasionalmente svolgono atti di commercio; e gli oggetti loro possono essere tutte le prestazioni concordate negli affari e operazioni commerciali. 

Il diritto commerciale è un ramo speciale del diritto privato, mentre il diritto civile si eleva come diritto comune.

Il diritto commerciale è costituito da quattro caratteristiche che fanno di questo un ramo giuridico autonomo, differenziandolo notevolmente dal diritto civile. Queste sono:

a) Reale e Obiettività.

b) Avanzamento.

c) Espandibilità.

d) Tendenza all’Uniformità.

A) Reale  e Obiettività.

Questa caratteristica stabilisce in generale, gli atti di commercio, indipendentemente dalla professione di chi lo compia (esercente o non esercente), tuttavia questa caratteristica regola principalmente gli atti del commerciante, perché le attività commerciali tendono a crescere nel tempo e nella misura che si esercita un determinato atto commerciale, quindi per evitare che detta crescita vada fuori controllo, l’atto di commercio deve essere serio e imparziale.

B) Avanzamento.

Questa caratteristica si riferisce all'evoluzione o crescita rapida e costante che concerne gli atti commerciali con il passare del tempo.

C) Espandibilità.

Questa caratteristica è inerente all'estensione che ha il diritto commerciale con altri rami del diritto privato e compreso il diritto pubblico, cioè il grado di relazione che può verificarsi tra questi rami giuridici.

D) Tendenza all’uniformità.

 

Questo si riferisce al "internazionalizzazione" delle procedure che si eseguono in diritto commerciale tra le diverse etnie che esistono sul pianeta, ma nel rispetto delle diverse regole e abitudini che ci sono in ogni paese.

ATTI DI COMMERCIO O TRANSAZIONE:

 

In ogni atto di commercio o transazione troviamo la parte reale e la parte finanziaria, la parte reale è l'oggetto stesso  della transazione, ad esempio un computer, un profumo, un orologio ecc. Dall'altra parte la parte finanziaria è il valore monetario che è pagato o ricevuto dalla parte reale della transazione.

Gli atti di commercio hanno due funzioni ben definite, da un lato  specifica la materia oggetto del diritto commerciale, e dall'altra parte, è fonte di obblighi che sono commerciali per emanare un atto di commercio. In realtà, è davvero una stessa funzione a causa degli atti di commercio che emanano obblighi, per il quale il diritto commerciale è principalmente un diritto di obblighi.

Inoltre, per atti di commercio si intendono che sono le operazioni che l’ordinamento giuridico assoggetta, più che alle norme del diritto privato comune, alle norme speciali del diritto commerciale.

Questo concetto è strettamente di diritto naturale, e pertanto di variabile contenuto, per quanto riguarda i differenti sistemi giuridici, come pure nelle diverse epoche e luoghi.

A tal fine gli ordinamenti giuridici si possono dividere in quelli che presentano una lista che dichiarano gli atti di commercio, quelli che si riferiscono a questi senza semplificare; e dall’altro lato quei sistemi che evitano il concetto di atto di commercio facendo riferimento a un criterio professionale.

Il Codice di Commercio regola, quindi, i cosiddetti atti di commercio obiettivo, compresi gli atti obiettivi propriamente tali e gli atti di commercio per accessorietà; o anche possiamo dire, seguendo un'altra classificazione, atti assoluti di commercio e atti relativi di commercio. I primi, sono quelli che sempre sono considerati commerciali e non esiste una disciplina civile, sulla base del fatto che il legislatore ha considerato il "suo normale inserimento in un'attività commerciale senza che il qualificativo dipenda, tuttavia, dallo effettivo inserimento in tale attività”.

Gli atti relativi di commercio sono quelli che obiettivamente sono atti civili, ma risulta che sono realizzati accessoriamente ad un'attività commerciale. Quindi per essere un atto di accessorietà di commercio, è necessario che abbia determinate caratteristiche; lo sarebbe qualora fosse realizzato da un commerciante, o essere accessorio a un atto o attività considerata commerciale, come lo sarebbe nel caso di fidejussione e deposito, trattandosi di un diritto reale di garanzia e, come tale, accessorio al contratto principale garantito; tuttavia, in realtà è un atto assoluto di commercio, per il Codice di Commercio è sempre commerciale, indipendentemente dall'attività in cui esso è inserito o il contratto garantito; potrebbe anche essere civile o una compravendita civile. 

Del resto possono essere considerati atti di commercio i contratti tra i commercianti che si presumono atti di commercio, a meno che non ci siano prove contrarie, che sarebbe quello che è conosciuto come un atto soggettivo del commercio. La norma aggiunge la possibilità dell'atto misto di commercio, che è quello commerciale per una delle parti in modo tale che sara disciplinato dalle disposizioni del Codice, anche se per l'altra parte, non fosse commerciale.

Di conseguenza, il concetto della società intesa come attività economica organizzata per la produzione e lo scambio di beni e servizi, non hanno maggiore rilevanza nel diritto commerciale, tranne in alcuni casi isolati che il Codice fa menzione a contratti di azienda per qualificarli come atti di commercio (compravendita commerciale). Ciò significa che l'atto è di commercio, senza bisogno dell’esercizio di un'attività in forma di società, con le avvertenze di cui sopra.

 

Il metodo seguito dai redattori del codice citato anteriormente sembra indicare che prima di specificare quali sono gli atti di commercio si deve determinare chi sono i commercianti.

 
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